Negli anni '60 il movimento antipsichiatrico in USA cominciò a criticare severamente l'approccio "medico" alla "anormalità" adottato a quel tempo secondo cui "Malattie" mentali vanno considerate e trattate alla pari di qualunque malattia di tipo fisico. Il manuale diagnostico DSM nasce in quest'ottica. Una lista infinita di etichette che invece di promuovere un cambiamento spesso rischiano di inquadrare e fissare un problema mettendoci una bella cornice dorata di cui nessuno oserebbe mai disfarsi (?).
David Rosenhan condusse un esperimento per dimostrare l'inaffidabilità di molte diagnosi psichiatriche e l'effetto "patogeno" di ambienti psichiatrici.
9 persone considerate sane vennero mandate in diversi ospedali psichiatrici. Il loro compito era quello di dire che sentivano delle voci e poi comportarsi in modo abituale per il resto della permanenza. Tutti vennero internati con diagnosi di schizofrenia e trattenuti fino a più di 50 giorni. Rosenhan stesso entrò in un ospedale psichiatrico sotto false spoglie. Molti comportamenti che in un contesto "normale" sarebbe stati considerati "normali", come ad esempio indicare la fila di persone davanti alla mensa, vennero segnati come "patologici".
Inoltre i soggetti sperimentali provarono un alto grado di IMPOTENZA e DEPERSONALIZZAZIONE mai provati prima. Rosenhan attribuì ciò alla deprivazione di molti diritti umani come la libertà di movimento e la privacy.
Rosenhan, D.L. (1973) On being sane in insane places. Science, 179. 250-58
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e qui
la differenza è che qui ti uccidono piano piano....ma miuca solo lì dentro
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