Negli ultimi giorni mi sono imbattuta in più persone che hanno in programma di andare alla Scala a vedere la Valchiria di Wagner. E tutte mi hanno detto che non avevano voglia di andarci.
Mi sono così immaginata La Scala piena di gente che di essere lì non ne aveva la minima voglia, mentre io che non sarei stata lì di voglia eccome che ne avevo.
E ho pensato che era buffo davvero che due giorni fa mi fossi imbattuta nel film Valkyrie e che avessi da poco sognato la partita di calcio che avevo giocato al liceo coi miei codini che il mio ragazzo diceva essere da Valchiria e che era ancora più buffo che mentre pensavo tutto questo mi ero alzata all'improvviso dal letto, mi ero seduta e avevo proprio in quel preciso istante sentito la battuta "Seduta!" venire dalla televisione nell'altra stanza.
E che era ancora più incredibilmente acausalmente contingente il fatto che a casa di una di quelle persone che sarebbero andate a vedere la Valchiria si fosse presentato a me un tizio col nome di qualcuno a cui continuo a pensare e che qualche ora più tardi, sulla metropolitana per Gorgonzola, leggessi il nome di questa persona sulla copertina di una rivista "intervista sensazionale TIZIO é gay!" e che appunto dopo essere scesa a Gorgonzola finissi col mangiare la pizza col gorgonzola. Ma questa non é una coincidenza interessante.
Le altre mi piacciono alquanto, invece.
Il mio commento non è pertinente con le coincidenze ma mi sento chiamata in causa perchè ero una di quelle persone che andavano a vedere la Valkiria senza troppa convinzione. Invece è bellissima. In certi momenti ti si chiude la gola. Perchè narra di un'antichità arcaica, in cui anche gli dei erano soggetti al Fato e alla sua ineluttabile non volontà. Perchè mette in scena alcuni di quegli universali antropologici che sono stati sfrattati - o meglio oscurati - da questa nostra strana vita "moderna".
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